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RAPALLO
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STORIA, CULTURA,
MONUMENTI
La Storiografia non è ancora riuscita ad avere notizie precise sull’origine
di Rapallo, né sull’autorità che vi ebbero i vescovi di Milano dopo il
568. Fu dominato dai marchesi d’Este e dai Fieschi (che assunsero il titolo
di conti di Rapallo).
Nei secoli XI e XII, durante le lotte tra Genovesi e Pisani, parteggiò per
Genova alla quale si sottomise definitivamente nel 1229. Fu teatro di
saccheggi da parte degli Aragonesi (1494) e delle terribili incursioni dei
pirati barbareschi di Dragut (1549).
Nel 1608, distaccato da Chiavari, fu trasformato in Capitanato autonomo.
Caduta la Repubblica genovese, passò sotto il dominio francese e
successivamente dei Savoia. Fu un importante sede di convegni e incontri
diplomatici Italo-Iugoslavi (1920) e Russo-Tedeschi (1922).
Rapallo diede i natali a Giovanni da Vico, medico e trattatista, ad Agostino
Giustiniani, orientalista, a Giobatta Pastene, navigatore, a Fortunio Liceto,
medico e filosofo, ed infine al pittore Nicolò Barbagelata.
Nel cuore della città si trova la splendida chiesa di Santo Stefano,
ristrutturata una prima volta nel XVII secolo; la chiesa è affiancata dalla
torre della Comunità Rapallese, risalente al 1459.
Di fronte, vi è l’oratorio della SS. Trinità, sede della Confraternita dei
Bianchi, che ospita il Museo Civico, nelle cui sale si possono ammirare le
tipiche collezioni di pizzi al tombolo, gli stessi documenti della
Confraternita, codici e manoscritti comunali, gli argenti ecclesiastici, le
statuine da presepe, materiale facente parte del monastero di Valle Christi e
numerose testimonianze storiche e artistiche, fra cui spiccano le due sculture
lignee dei secoli XV e XVI, alcuni dipinti, crocifissi processionali liguri e
la statua di San Sebastiano del Maragliano.
La chiesa di San Francesco,
edificata nel 1575, ha un interno disposto a quattro navate, in cui è
possibile ammirare un dipinto su stendardo del Cambiaso, una tela seicentesca
del Borzone e le sculture del Maragliano.
La porta delle Saline, l’unica rimasta della città, è di costruzione
settecentesca, con una nicchia barocca verso l’interno.
Sul mare, sopra ad uno scoglio emergente, in corrispondenza dell’inizio
della passeggiata Vittorio Emanuele, sorge il Castello cinquecentesco,
costruito contro le incursioni dei pirati barbareschi e che presenta una
particolare struttura architettonica; periodicamente, il Castello è sede di
mostre d’arte e altre manifestazioni culturali.
A sud dell’abitato di Rapallo troviamo il ponte arcuato di Annibale
d’origine altomedievale.
Nel Museo del pizzo al Tombolo sono esposti i magnifici pizzi della collezione
Zennaro, il laboratorio che dal 1900 formò generazioni di giovani merlettaie.
Della chiesa di San Tommaso, edificio romanico situato nell’entroterra a
ponente dell’abitato e costruito verso il 1160 con uno schema a due navate,
restano solo parte dei muri, un’abside e una colonna centrale reggente due
archi.
L’entroterra ospita il santuario della Madonna di Montallegro posta a 612 m.
sulle pendici del Monte Rosa (692 m), costruzione cinquecentesca ma con una
facciata neogotica eseguita nel 1907. Sempre sul Monte Rosa si erge il
santuario della Madonna di Caravaggio, edificato nel 1838.
TURISMO ED EVENTI
La vocazione turistica di Rapallo è evidente in tutte le sue componenti e la
città si è attrezzata per tale funzione con una vasta gamma di strutture
ricettive e di servizio. Oltre ai numerosi esercizi alberghieri ed
extralberghieri, comprende negozi di lusso, locali ricreativi per ogni genere
e gusto, una serie completa di impianti sportivi ed infine, naturalmente, il
porto turistico. Quest’ultimo comprende una parte settentrionale (Porto
Vecchio) e una meridionale del nuovo porto internazionale Carlo Riva
(privato), con di circa 400 posti barca, 786 m di banchina e tutti i servizi
connessi.
Nonostante la predominanza delle attività del terziario, Rapallo, forse più
di altre località limitrofe, conserva una certa fisionomia industriale,
caratterizzata dalla presenza di impianti per la cantieristica nautica e di
fabbriche di arredamento.
Come per Portofino e Santa Margherita Ligure, l’artigianato locale si fonda
sull’antica e famosissima lavorazione dei merletti a tombolo, la cui
tradizione è affidata alla Scuola Ligure del merletto inaugurata nel 1969 e
che ha visto impegnate un centinaio di giovani allieve per ogni anno.
Per quanto riguarda le specialità gastronomiche, oltre ai piatti a base di
pesce si possono gustare le lasagne al pesto, la focaccia all’olio e le
buonissime frittelle ripiene.
I prodotti locali per eccellenza, restano l’olio d’oliva ed il vino
bianco, secco e spumante.
La Festa patronale della Nostra Signora di Montallegro si svolge nei giorni
1-2-3 Luglio, mentre a Gennaio si tiene la Fiera di San Sebastiano;
praticamente infinite sono le iniziative culturali e artistiche che ogni anno
Rapallo mette in campo: rassegne cinematografiche, concerti di vario genere,
importanti premi letterari.
CURIOSITA': RAPALLO VISTA
CON GLI OCCHI DI UNO STRANIERO: FRIEDRICH NIETZCHE
Friedrich Nietzsche giunse a Rapallo al termine del 1882 per cercare conforto
dalla sua malattia che lentamente lo privò delle facoltà mentali, pur
concedendogli pause di impressionante lucidità.
Ecco come il filosofo tedesco raccontò nel suo diario la breve stagione a
Rapallo e nella Riviera di Levante:
«quell’inverno vivevo vicino a Genova, nell’insenatura graziosa e quieta
di Rapallo, intagliata fra Chiavari e il promontorio di Portofino. Non ero nel
migliore stato di salute; nell’inverno insolitamente freddo e piovoso di
quel luogo; un alberghetto sulla riva del mare che m’impediva di dormire per
l’irrequietezza di quello specchio d’acqua. Il mio Zarathustra nacque
proprio qui…in queste circostanze, secondo quel principio per cui ogni cosa
decisiva nasce nonostante tutto.»
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